Turismo responsabile e solidale a Zanzibar

Se visitate Zanzibar (magari dopo qualche giorno di safari fotografico - consigliatissimo per vedere gli animali nel loro habitat naturale) e volete vivere l’isola in modo responsabile o anche solo portare qualcosa dall’Italia per i bambini del posto, consiglio di affidarvi a WHY onlus, che opera anche a Jambiani e nel sud dell’isola.

WHY Onlus Italia è una organizzazione no profit fondata nel 2004 con  sede a Trento ed è nata dall'esperienza di volontariato dei fondatori, condivisa in un Paese in via di Sviluppo. L’obiettivo è la “condivisione di esperienze – di vita, di lavoro e di accoglienza – che portano tutte le persone coinvolte a crescere, offrendo la possibilità a chi è più svantaggiato di avere le opportunità di costruirsi un futuro migliore, attraverso adeguati progetti educativi, di finanziamento e di lavoro”.

Nell'isola di Zanzibar WHY Onlus cura progetti di assistenza e formazione dagli asili fino alle scuole professionali, per dare gli strumenti ai bambini e ragazzi di costruirsi un futuro e sviluppare il territorio. I progetti sono gestiti dalle persone del luogo e i coordinatori di WHY Onlus assicurano la bontà dei progetti e che le modalità di gestione delle risorse raccolte.

Oltre agli asili e alle scuole professionali, sono portati avanti veri e propri progetti di lavoro: a metà 2017 era attivo un laboratorio di sartoria (le stoffe africane sono particolarissime!) ed era in preparazione uno per la lavorazione della ceramica, in cui i ragazzi che hanno concluso gli studi lavorano in maniera autonoma utilizzando gratuitamente i locali dell’associazione.

 

Ho conosciuto WHY Onlus prima online e poi di persona a Jambiani, ed è stato subito feeling.  Io ero alla ricerca di un luogo in cui portare materiale per i bambini, per contribuire in maniera fattiva a migliorare le loro condizioni, e WHY Onlus è stata la giusta risposta.

Nella mia settimana a Jambiani ho conosciuto personalmente i coordinatori, ho toccato con mano le attività che la onlus svolge, dal ristorante ai diversi tour proposti, e  non posso che consigliarveli!

 

Come aiutare WHY Onlus se visitate Zanzibar:

- portando materiale ai coordinatori, che poi a loro volta lo distribuiranno nelle scuole in base alle effettive esigenze. (scrivete prima della partenza per avere indicazioni di cosa serve in quel momento)

- partecipando ad una delle attività che WHY Onlus propone a Jambiani, dalle classiche escursioni per lo snorkeling/tour delle spezie, che offrono anche altri tour operator, ad attività più insolite come serate di cucina in una famiglia zanzibarina oppure  il tour del villaggio

- pranzando/cenando al ristorante New Star Fish, gestito dallo staff della guest house. Il menu è giornaliero, in base alla disponibilità dei prodotti e la cucina è tipicamente locale.

- Soggiornando a Jambiani alla Muba guest house oppure a Casa WHY. Si tratta di strutture realizzate dall’associazione WHY Onlus e il denaro raccolto, al netto delle spese, va a diretto sostegno dell’Associazione.  Agli ospiti delle strutture viene proposta un’esperienza di turismo responsabile e solidale.

Sia le sistemazioni che il ristorante si trovano a pochi passi dal mare, nel centro del villaggio.

 

Per la scelta della zona in cui soggiornare a Zanzibar, dopo una settimana di safari, cercavo  un villaggio che non fosse troppo contaminato dal turismo e dai grandi resort e permettesse di fare un’esperienza più genuina.

Abbiamo scelto Jambiani e non sono siamo rimasti delusi: qui la vita scorre lenta in base alle maree. Con la bassa marea il mare si ritira, le donne raccolgono a riva le alghe, i pescatori escono in dhow per procacciare i pasti. I viaggiatori si lasciano cullare da questa quotidianità, con l’alta marea si può fare il bagno, mentre con la bassa  marea lunghe passeggiate nelle spiagge limpide e relax. 

 

Zanzibar, che tanti  definiscono come la “perla dell’oceano Indiano”, è una meta turistica molto conosciuta ma che purtroppo vive di contraddizioni, soprattutto in alcune zone, dettate da decenni di turismo selvaggio. Il turismo solidale e responsabile è una buona risposta per assicurare un futuro migliore agli abitanti dell’isola e viverla al meglio.  

Io non posso che ringraziare WHY Onlus per il lavoro che svolge qui quotidianamente!

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Commenti: 1
  • #1

    Daniela (sabato, 28 aprile 2018 20:30)

    Salve, il mio sogno sarebbe venire a vivere li, ho.già contattato una ragazza italiana che lavora negli hote super lusso, ma una sistemazione più economica non sarebbe male, eventualmente come sanità, ci sono degli ospedali nella zona? Chiaramente ci sarebbe anche il mio contributo, ringrazio