Marteniza, aria di primavera in Bulgaria

Se vi capita di visitare la Bulgaria verso la fine dell’inverno (da fine febbraio come nel mio caso), troverete espositori con graziose bamboline rosse e bianche e dei braccialetti di corda intrecciata dello stesso colore, fatti a mano.  Durante il mio city break a Sofia ne ho davvero visti tantissimi. I bracciali poi, li troverete anche indosso alle persone, o appesi sui rami degli alberi.

 

Ho chiesto un po’ di informazioni e ho scoperto che si tratta della Marteniza (o martenitsa): un’antica tradizione bulgara che segna il rinascimento della vita nell’anno nuovo (ovvero la primavera, per i bulgari Baba Marta). Il Baba Marta è una figura mitica che porta con sé la fine dell'inverno e l'inizio della primavera e si festeggia il giorno 01 marzo. E’ una festività unica nel suo genere! 

Lo scambio della Marteniza è una delle tradizioni bulgare più antiche; è un talismano “della primavera” per augurare buona salute e lunga vita.

I colori bianco e rosso sono uniti a ricordare il costante ciclo della vita fatto di equilibrio tra il bene e il male e di alternanza di tristezza e felicità. Il rosso rappresenta la salute, le guance floride e il bianco simboleggia la purezza, l’allegria, ma anche i capelli bianchi della vecchiaia.

La marteniza rappresenta anche i colori della natura, il bianco della neve che se ne va e il rosso del sole primaverile che sta arrivando.

 

E’ possibile trovare marteniza a forma di bracciali, o anche piccole bambole rosse e bianche.

In alcuni casi le bambole rappresentano due figure, la maschile Pizho (il maschio) e una femminile Penda (la femmina), chiamati Martenitzi. Si chiamano cosi perché portano il nome di marzo, in bulgaro - mart.

La tradizione vuole che questi amuleti siano acquistati dalle donne per gli uomini, per la propria famiglia e per sè stesse in segno di buon augurio e che ci si scambi i marteniza il primo di marzo, il giorno che segna l’inizio della primavera in Bulgaria, per augurare buona salute e lunga vita ai propri cari. La Marteniza poi, deve essere “lasciata” non oltre il primo d’aprile.

I marteniza devono essere indossati, dalla parte del cuore, ma quando si percepisce il primo segno tangibile della primavera, il primo albero in fiore, una rondine, una cicogna, una giornata tiepida e piacevole, devono essere donati alla natura, appendendoli ad un albero oppure mettendoli sotto una pietra, esprimendo un desiderio. 

 

Nelle credenze popolari Baba Marta (Marta è la variazione femminile di Mart) è una anziana signora (Nonna Marta) con un carattere capriccioso che cambia spesso il suo umore. L’umore rappresenta il clima variabile del mese di marzo: giorni caldi e soleggiati significano che Baba Marta è felice, mentre giorni freddi e piovosi vogliono dire che Baba Marta è arrabbiata.  

C’è poi la storia di Baba Marta insieme a suo fratello Febbraio, che preparano una botte di vino che poi dovranno dividersi. La parte superiore andrà a Baba Marta, mentre quella al fratello. Così, quando arriva il mese di Febbraio, il fratello inizia a bere il vino dalla botte e, quando finalmente arriva il mese di Marzo, Baba Marta si ritrova la botta vuote e si arrabbia col fratello provocando delle bufere di neve. Poi, quando si rende conto che in fondo è sempre suo fratello, lo perdona, sorride e fa sorgere il sole.

 

Ci sono anche leggende legate alla guerra: Khan Asparuh (il mitico fondatore del primo Stato Bulgaro) ricevette dalla sorella un mazzetto di aneto legato con un filo bianco e macchiato dal sangue del falco che lo portava, per accendere il rogo sacrificale dopo la proclamazione dello stato bulgaro. Khan Asparuh accese il fuoco secondo la tradizione e conservò il dono della sorella legando al polso il bracciale, Così nacque la prima martenitza, simbolo di vittoria e prosperità.

 

Per altri, invece, la Marteniza è riconducibile al tempo dei romani, quando ai guerrieri che dovevano andare in guerra veniva consegnato un piccolo talismano di colore rosso e bianco (il rosso rappresentava il sangue dei guerrieri, che le loro mogli non volevano veder versato, il bianco era il colore pallido del viso delle mogli in attesa che i loro mariti facciano ritorno a casa), per ricordare agli uomini le loro famiglie e per buon auspicio verso Baba Marta perché il clima fosse clemente mentre erano in guerra.

 

Qualunque sia la vera storia, la Marteniza è una tradizione caratteristica e molto vissuta. Le bancarelle a Sofia erano dovunque ed è un bel gesto portare una Marteniza ai propri cari, sia per il significato che assume, sia come semplice souvenir.

 

Inizia la primavera, quindi buona primavera a tutti. O meglio "Chestita Baba Marta!" 

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