Azerbaijan fai da te

Chi ha seguito le pagine social di ViaggioloGi ha potuto vedere un assaggio della settimana trascorsa in Azerbaigian (o Azerbaijan per gli anglofoni) tra Baku e i suoi dintorni, che abbiamo visitato in fai da te a dicembre 2017 e dove abbiamo anche trascorso il Capodanno.

 

L’Azerbaigian è una ex repubblica sovietica, uno stato delimitato dal Mar Caspio e dal Caucaso, a cavallo tra Asia e Europa. E’ una meta insolita e fuori dal turismo di massa, ma che negli ultimi anni si sta facendo conoscere al mondo europeo soprattutto per le importanti manifestazioni che ha ospitato. L’Eurovision song contest, gli europei di nuoto e il gran premio di formula 1 hanno animato la vita di Baku e hanno regalato ai cittadini e ai visitatori una città pulita, ben tenuta e attenta ai bisogni anche degli stranieri.

 

Gli elementi interessanti per i viaggiatori sono molteplici: Baku spazia tra siti storici patrimonio Unesco (come il Palazzo degli Shirvanshahs e l'antica Torre della Vergine), architetture iper moderne (le Flames Towers, tre grattacieli a forma di fiamma che svettano nello skyline o il Centro Heydar Aliyev sono solo alcuni esempi), e la visita piacevole grazie all’ospitalità della gente, molto aperta nei confronti degli stranieri. I dintorni offrono bellezze naturalistiche insolite (sia nella penisola di Abseron, che a Qobustan) ma che meritano una tappa.

Baku, la capitale dello stato azero si raggiunge comodamente con circa 5 ore di volo da Milano con la compagnia azera. Turkish Airlines, con uno scalo in Turchia, offre tariffe super convenienti e in 8 ore si arriva a destinazione. Le ore di fuso sono 3.

 

L’Azerbaigian è nominato anche “Terra del fuoco” per le fiamme spontanee che si sprigionano dai suoi terreni, ricchi di gas naturale. E’ proprio attorno alle risorse naturali, gas e petrolio, che ruota l’economia del paese. Sotto alcuni aspetti Baku somiglia a Dubai (o meglio alla Dubai di tantissimi anni fa); qui però il business è in mano a una ristretta cerchia di politici e uomini di affari e questo  crea un grosso divario tra coloro  che lavorano attorno al petrolio o in altri ambiti. Le trivelle sono onnipresenti e sempre attive.

 

Le strade e i trasporti sono efficienti e moderni in città, con una metropolitana simile a quella russa. Dalle periferie verso i paesi intorno alla città, invece, i moderni bus lasciano il posto a piccole marutska e sembra di tornare indietro nel tempo.

 

Con 6 giorni a disposizione abbiamo abbondantemente girato la capitale, con i suoi musei e le tante attrazioni che Baku offre e i dintorni. Due giorni sono stati dedicati alle visite fuori porta: Qobustan (a circa 60 km da Baku) dove si trova la riserva dei petroglifi (dichiarati patrimonio dell’Umanità dell’Unesco) e i vulcani di fango e la penisola di Abseron, dove abbiamo visitato il tempio del fuoco di Suraxani (Ategash) e la Yanar Dag, l’unica collina che arde ancora oggi.

Con il tempo a disposizione non siamo riusciti ad aggiungere la zona di Sheki, quasi al confine con la Georgia, che invece avrebbe meritato una visita ma che non è fattibile come una gita in giornata (In auto da Baku ci vogliono circa 5 ore, 7 col bus).

 

Ci siamo mossi facilmente in autonomia, e abbiamo risparmiato moltissimo rispetto ai prezzi proposti dalle agenzie per le gite (sono abituati ai turisti russi e arabi, che hanno un’alta capacità di spesa e quindi speculano parecchio).

 

Per poter entrare in Azerbaigian è necessario richiedere un visto online prima di entrare nel paese, non è invece possibile ottenere il visto in aeroporto. La procedura per il visto è facile e intuitiva, è sufficiente collegarsi al sito ufficiale, fare richiesta e pagare (20USD + 3 per le commissioni).

Io visto permette una sola entrata nel Paese della durata massima di 30 giorni.

In un paio di giorni abbiamo avuto l’ok via mail e abbiamo stampato e conservato i documenti per tutto il viaggio. 

Se il soggiorno in terra azera supera i  10 giorni è necessario anche registrarsi presso il luogo si risiede temporaneamente.  Una delle domande per ottenere il visto è se è presente sul passaporto un timbro della zona dell’entità separatista non riconosciuta del “Nagorno Karabakh”. In caso affermativo il visto sarà negato.

 

La moneta azera è il manat che (ad oggi) ha un cambio molto favorevole, 1 euro corrisponde a 2 manat.

 

Le uniche “complicazioni” che abbiamo avuto sono state nella comunicazione: tutti parlano russo e nei paesi rimangono sorpresi che uno straniero non faccia altrettanto. L’inglese è parlato negli hotel, nei negozi e nei ristoranti e i menù sono anche in inglese. Siamo comunque sempre riusciti a spiegarci anche con i locali e tutti sono stati gentili con noi (Mosca sotto questo aspetto è meno aperta, e anche lì ce la siamo cavata!).

 

Quindi se siete alla ricerca di una meta insolita, ancora poco conosciuta, economica e che offre una città cosmopolita e festosa, un mix tra storia antica e moderne architetture valutate anche l’Azerbaigian!

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Commenti: 2
  • #1

    Vero (mercoledì, 31 gennaio 2018 18:09)

    Cosa si mangia a Baku?

  • #2

    Gi - ViaggioloGi (giovedì, 01 febbraio 2018 16:23)

    Ciao Vero, l'Azerbaijan è una terra di mezzo tra Asia ed Europa e le influenze dei vicini nella cucina si sentono abbastanza.
    Sono amanti della carne e della griglia, agnello soprattutto. Tanti piatti sono a base di kebab (il lule kebab è il più gustoso).
    Tipici sono i dolma, degli involtini di carne (ma non solo) avvolti in foglie di vite e fatti stufare e anche il pilaf, riso aromatizzato allo zafferano, cotto con carne o con verdure.
    Tra le bevande il tè azero. La colazione è principalmente salata con tanti tipi di formaggi, olive, uova. Come dolce preparano delle crepes, ma loro le chiamano bliny (come in Russia).
    Arriverà anche un post con la cucina azera! :)