Marrakech in un fine settimana

Approfittando di uno dei ponti tra aprile e maggio, con 3 giorni a disposizione, abbiamo scelto di visitare Marrakech, la città rosa del Marocco, un’oasi a poche ore di volo dall’Italia, ed un salto in un mondo molto lontano dalle classiche mete europee.

Un mix tra i profumi dei souk (Marrakech ha il souk più grande di tutto il Marocco), dei sapori dei cibi speziati e il richiamo dei muezzin che dai minareti declamano le preghiere. Marrakech va vissuta lentamente, tra una passeggiata, una visita e un buon thè alla menta, come i ritmi marocchini impongono.

Due notti e tre giorni non sono molti, ma sono sufficienti per visitare la città e magari per approfittare di una delle tante gite nei dintorni.

I voli dall’Italia e il costo della vita marocchino basso la rendono una buona opzione per un breve viaggio, ovviamente lowcost!

Appena arrivati in Marocco cercate di immergervi nell’atmosfera marocchina e abituatevi alle loro usanze:

- se qualcuno si ferma per proporsi come aiuto, anche solo un’indicazione sulla cartina, vi chiederà una piccola mancia. Chi si propone come guida per accompagnarvi da qualche parte,  potrebbe farvi fare anche il giro tra i negozi dei parenti (da cui presumibilmente prenderà una commissione).  Gli abitanti possono essere insistenti e a volte fastidiosi, ma per declinare qualunque proposta siate fermi nel vostro “no grazie” ma gentili e non si offenderanno.

- per gli acquisti/per i taxi contrattate sempre,dividete per 3 la prima cifra che vi propongono. Tenete presente che non esiste un prezzo giusto, ma solo quello che volete spendere voi (questa regola vale un po’ in tutti i paesi in cui si contratta per gli acquisti).

 

Marrakech è una città prevalentemente turistica e alcuni potrebbero cercare di fare i furbi. Ma dietro quest’apparenza (e probabilmente a qualche furbo), si nasconde un popolo di persone di buon cuore, amichevole e disponibile.

 

Dove soggiornare: consigliatissimo è il soggiorno in uno dei tanti riad nascosti nella medina (la zona vecchia della città), significa un po’ entrare nelle case di questo popolo. Le parole d’ordine saranno gentilezza, cordialità e rilassatezza: vi daranno il benvenuto con thè alla menta e dolcetti tipici marocchini, vi daranno suggerimenti per visitare Marrakech e vi proporranno contatti per organizzare eventuali escursioni o un po’ di relax in un hamman.

Ci sono anche alcune agenzie turistiche nella medina, e i prezzi fuori dal riad li ho trovati più convenienti (ma non ho testato personalmente la qualità dei servizi).

 

Come raggiungere Marrakech: Marrakech è facilmente raggiungibile con i voli low costa dall’Italia, sia Easyjet che Ryanair. Dall’aeroporto Menara, nuovissimo e decorato in stile arabo con piastrelle e disegni tipici, si raggiunge facilmente il centro utilizzando un taxi, un autista proposto dal riad ma anche un bus di linea, (il bus numero 19 raggiunge anche Place Jemaa El Fna)

 

Dopo questi consigli generali, ecco qualche indicazione utile per visitare Marrakech in poco tempo.

La medina è la zona vecchia della città, che vi farà da cornice nel vostro viaggio. Qui il colore predominante è il rosso: le mura che circondano la città vecchia e la maggioranza degli edifici sono rossi, e i colori della città possono essere molto intensi e suggestivi soprattutto al tramonto. 

Immaginate una miriade di persone che affollano le strade: carretti trainati da asini, bici e motorini che sfrecciano a tutta velocità, calesse che trasportano turisti, ma anche negozi, bancarelle, venditori. A questo sommate gli odori dei souq, dei cibi cucinati in strada, i rumori del traffico e il sottofondo del muezzin. Un scenario sorprendente!

Il cuore pulsante della città è l’immensa e colorata Place Jemaa El Fna, patrimonio Unesco.

E’ un’ampia area pedonale, un luogo di incontri e intrattenimento ad ogni ora del giorno e della notte. La mattina la piazza ospita tanti ombrelloni con incantatori di serpenti, donne che decorano le mani con l’henné, ammaestratori di scimmiette e Gnawa, personaggi vestiti in modo particolare e buffo, che rimbalzano al ritmo delle loro maschere metalliche per attirare i turisti a fare foto.  

E ancora bancarelle che vendono frutta secca e spremute, a prezzi mini.

La sera, dalle 18, come per magia la piazza cambia volto: iniziano a montare una serie di stand gastronomici, tutti identificati da un numero di riconoscimento dove si può cenare gustando piatti tipici.

Intorno alla piazza caffè e ristoranti, tanti con terrazze panoramiche, da cui si possono ammirare le luci che si accendono. Per godere al meglio di questa magia, prima del tramonto sedetevi in un caffè o in uno dei ristoranti e rimarrete sorpresi.

Consiglio di vivere la piazza in tanti momenti diversi.

A nord della piazza, si estende il quartiere dei Souk: andate alla scoperta di spezie, essenze profumate, oggetti di pelle e artigianato. Ogni souk è specializzato in un materiale e i tanti negozietti espongono la mercanzia. Troverete ciabatte cucite a mano (babbucce, sandali), cinture, lampade in ferro, prodotti all’olio di argan, tappeti, ceramiche, spezie e tanto altro.

Ricordatevi di contrattare, qui è proprio una tradizione!

 

A differenza di altri paesi, le numerose moschee disseminate per la città non sono accessibili ai non musulmani, quindi è possibile passeggiare nelle immediate vicinanze, per osservare gli intarsi esclusivamente dall’esterno.

La più famosa è la Moschea Koutoubia, che con il suo minareto alto oltre 70 metri è il punto di riferimento religioso della città ed è considerata uno dei monumenti più belli del Maghreb. Altra moschea riccamente decorata è la Moschea della Kasba, con un fregio di ceramiche bianche e verdi.

 

Da non perdere, anche se probabilmente il tempo (e i soldi) spesi nel souk supereranno le vostre previsioni:

- la visita all'imponente e bellissima Madrasa di Ben Youssef, un’antica scuola coranica, uno dei pochi posti religiosi dove i non musulmani possono entrare.  Il centro della costruzione è il cortile, con un bacino rettangolare in marmo di Carrara e ricche decorazioni a stucco che ricoprono tutte le pareti, un vero capolavoro d’arte marocchina. A questo, e alla sala della preghiera, si contrappongo le anguste camere degli studenti del piano superiore

- il Palazzo El Bahia, un bellissimo palazzo in stile arabo-andaluso. La struttura non contiene praticamente mobilio, ma i decori, i mosaici e i soffitti in legno dipinto e intagliato delle diverse sale sono una meraviglia. Il giardino invece è ricco di fiori e piante

- le Tombe sadiane,ovvero il mausoleo dell’omonima dinastia. Una necropoli suggestiva e sfarzosa, tra marmi, oro e intarsi. Una piccola oasi nella medina, silenziosa e un po’ mistica.

- una tappa alla Qubba Almoravide, una vasca per le abluzioni, unica testimonianza dell’arte almoravide in città, costruita nell’anno mille.

- uno degli ingressi delle antiche mura della città, un’enorme porta riccamente decorata con disegni geometrici, risalente al XII secolo (Bab aguenaou)

 

Fuori dalla medina, nella parte nuova della città, invece, merita una visita il quartiere nuovo Gueliz ed in particolare i Giardini Majorelle, un’oasi colorata e rilassante che raccoglie una grande varietà di piante tropicali.

I giardini erano il rifugio dell’artista Jacques Majorelle, che aveva acquistato il terreno e aveva costruito la sua oasi. Alla morte, negli anni 60, i giardini furono abbandonati ma dopo circa un ventennio sono stati acquistati e restaurati da Pierre Bergè e dallo stilista Yves Saint Laurent.

Nel giardino, tra sentieri, ponticelli e passerelle di legno dai colori gialli e blu, troverete piccoli stagni, vasche con pesci, piante acquatiche e tropicali.

C’è anche un mausoleo in ricordo di Yves Saint Laurent.

Nello stesso quartiere, passeggiando, troverete centri commerciali, auto alla moda, negozi di lusso, catene di fast food e Marrakech vi sembrerà molto occidentale.

 

La cucina marocchina, tra cous cous tajine, frutta secca e dolci di ogni genere, vi soprenderà. Marrakech pullula di ristoranti di ogni genere e fasce di prezzo o di bancarelle dove consumare un pasto veloce.

 

 

Due notti e 3 giorni sono ideali per farsi una prima idea sia di Marrakech che del paese, e per farvi decidere se l’atmosfera marocchina vi ha conquistato tanto da decidere di tornare a visitare i dintorni di Marrakech o altre città marocchine o se il Marocco proprio non fa per voi.

 

Oltre alle tante cose da vedere, i rumori, gli odori e i sapori vi permetteranno di vivere un’esperienza emozionale suggestiva. La vivace (e caotica) Place Jemaa El Fna è nella mia personalissima lista dei posti da visitare almeno una volta nella vita!

Au revoir Maroc !

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