Bucarest in un fine settimana

Abbiamo scelto Bucarest per un mordi e fuggi di due giorni, complici i prezzi stracciati di Ryanair (20 euro A/R a persona, con partenza venerdì sera e ritorno domenica sera). E’ una città che non avevamo ancora visitato e che l’anno scorso non eravamo riusciti ad inserire nel nostro primo tour della Romania.

Di certo nessuno tornerà da Bucarest raccontando di aver visto una città bellissima, ma è comunque una meta interessante e per certi versi affascinante, e considerando il costo, consigliata per un fine settimana low cost.

Per scoprirla però, bisogna osservarla da diverse angolazioni e provare a non fermarsi al primo impatto, altrimenti si rimane colpiti solo dalle tracce del passato recente di impronta comunista, che hanno trasformato in grigi palazzoni quella che nell’800 era definita la Parigi dell’Est.

Ecco un po’ di consigli per viverla al meglio, solo per un weekend o come tappa in un tour per esplorare altre città rumene, meno battute dal turismo, come noi abbiamo già fatto.

Bucarest è una città abbastanza grande ma il centro storico e le principali attrazioni della Bucarest storica sono vicine e ci si può muovere anche a piedi. I parchi ed alcuni musei (Museo del Contadino Romeno) sono invece un po’ distanti  e raggiungibili solo coi mezzi.

 

E’ possibile quindi muoversi a piedi per il centro, mentre per raggiungere le zone limitrofe è possibile usare la metropolitana  oppure la linea di bus.

 

Il centro storico di Bucarest è situato dietro piazza Unirii, dove si possono osservare le rovine dell'antica Bucarest,  palazzi eleganti e alcune chiese ortodosse, antiche ma ben conservate (informazioni utili per le visitare le chiese ortodosse qui). La religione qui ha un impronta molto forte.

 

Perché Bucarest è soprannominata anche “Piccola Parigi”?  Le somiglianze tra la città attuale e la capitale parigina non sono tantissime, però i viali principali di Bucarest si chiamano Bulevard, anche qui  è possibile ammirare un imponente Arco di Trionfo, dal quale inizia il viale Kiseleff, che è più lungo e largo dei celebri Champs Elysees.

 

 Purtroppo abbiamo notato l’inefficienza dell’ufficio del turismo. Per chi visita Bucarest solo per un fine settimana, infatti, l’ufficio è praticamente inutile, avendo orari di ufficio (chiusura ore 17) ed essendo chiuso il fine settimana. Quindi attrezzatevi prima di partire!

Per fortuna ci siamo casualmente imbattuti in un walking tour gratuito in lingua inglese che si è rivelato completo e interessante, la cui guida ci ha regalato alla fine una mappa della città (noi avevamo comunque la guida, ma una mappa turistica è più comoda) e la Bucarest card, per avere sconti nei negozi e nei ristoranti. (grazie Carmen!) Se capitate a Bucarest, il walkabout free tour può essere un bel modo per approcciare la città e soprattutto conoscerne la storia e capire le contraddizioni che racchiude. Maggiori informazioni le trovate a questo link.

Il tour, della durata di circa due ore, vi accompagnerà nella visita del centro e delle principali attrazioni, partendo da Plaza Unirii, passando per la parte storica della città, zona Lipscani, Plata Revolutiei, fino a Plata Univesitatii.

Il tuor permetterà di visitare il Manuc lei Hanuc, la prima locanda di Bucarest e l'unico caravanserraglio in Romania (oggi è un ristorante e offre anche alcune sistemazioni).

Nella vicina strada Franceza, invece,  sono custoditi i resti della corte dei principi della Valacchia, il busto di Vlad Tepes e una delle più antiche chiese di Bucarest (Curtea Veche).

Abbiamo osservato la bella chiesa di Stavropoleos e il delizioso chiostro, alcuni palazzi ristrutturati, il Museo Naturale di Storia, con la statua dell’imperatore Traiano nudo con un lupo della Dacia in braccio,

La visita interna alla chiesa Curtea Veche, la chiesa più antica di Bucarest non è compresa nel tour ma merita una sosta. 

 

Altra tappa da non perdere a Bucarest sono i due “Km0”, importanti per la storia che raccontano:  il primo, e quello “ufficiale” e storico, da cui sj contano le distanze è di fronte alla chiesa Nuova di San Giorgio. La chiesa ospita anche la tomba di un principe di Valacchia, è una tappa da non perdere.

L’altro si trova di fronte all'hotel Intercontinetal nelle vicinanze di piazza dell'Università ed è un monumento con importanza politica e culturale per i cittadini. Nel monumento si legge: “La Romania, km 0, Bucarest, Piazza dell'Università, libertà, democrazia, Neo - Comunismo Free Zone”. Il monumento rappresenta un omaggio a tutte le persone che hanno combattuto e hanno dato la vita per il futuro di un Romania democratica.

 

L’enorme Palazzo del Parlamento (o Palazzo del Popolo), la manifestazione più estrema della follia megalomane di Ceausescu, il palazzo è il secondo palazzo più grande del mondo (dopo il pentagono!) domina la città.

Noi lo abbiamo visitato la domenica mattina, ci sono tour guidati in lingua inglese e anche qualcuno in italiano (gli orari però tra sito internet e palazzo non coincidevano, altro esempio di poca attenzione ai turisti.)  Non dimenticate di portare un documento di identità, i  controlli sono puntuali e non fanno accedere senza.

La visita è abbastanza dispendiosa rispetto al costo della vita in Romania (40 LEU) ed è prevista una fee aggiuntiva al costo del biglietto è prevista se si vogliono fare foto.

Il tour è interessante per la storia che viene raccontata, curiose (e un po’ inquietanti) sono le modalità con cui fu costruito (famiglie sfrattate, chiese spostate (!) per far spazio al palazzo e materie prime esclusivamente rumene). La visita è un giro compulsivo in tante stanze con tappeti, legni pregiati, marmi, lampadari. Il tour che abbiamo scelto comprendeva anche la visita ai sotterranei, che non sono stati particolarmente interessanti: un po’ di documenti raccolti alla rinfusa, e nessun racconto da parte della guida. Niente di imperdibile insomma.

Ovviamente, le guide descrivono con dovizia di particolari il palazzo e il regime, senza considerare la posizione del popolo rumeno.  Per costruire il palazzo il regime varò la “legge dell’alimentazione razionale” che prevedeva un certo numero di calorie (minimo) da assumere a persona. Tutto il cibo prodotto in patria veniva esportato in cambio della valuta straniera necessaria per mantenere i costi della Casa del Popolo.

Il palazzo è quindi espressione massima del potere dittatoriale in tutte le sue forme.

 

Fuori dal centro storico, partendo da Piata Victoriei è possibile visitare il Museo del Contadino Romeno di Bucarest (Muzeul Taranului Roman), museo  delle arti e delle tradizioni popolari ed ospita una grande collezione di oggetti contadini, la più grande della Romania (se ne contano 90.000). Gli oggetti tradizionali sono suddivisi in diverse collezioni,

 Percorrendo viale Kiseleff si raggiungono anche l’Arco di Trionfo e il parco Herastrau, il più grande parco della città, in direzione nord. Il Parco è enorme ed è abbastanza curato, ci son diverse botteghini per rifocillarsi, arie per giochi bimbi, noleggio bici, poi c’è la possibilità di fare anche il giro in barca nel lago artificiale. (per chi è interessato qui si trova anche l’Hard Rock Cafè).

Informazioni utili sui trasporti, il costo della vita e la cucina li trovate qui

Il locale più famoso di Bucarest si chiama Caru Cu Bere, nella zona Lipscani ed era consigliato anche dalla guida. l locale è molto caratteristico, e la cena è stata buona, anche se non economica rispetto agli standard rumeni.

Personalmente l’ho trovato un locale molto turistico, anche se alcuni tavoli erano occupati da rumeni; il sabato sera abbiamo trovato musica dal vivo e spettacoli di danze tipiche che coinvolgono anche i commensali.

 

La vita notturna di Bucarest sorprenderà positivamente: nella zona piazza intorno a plata Uniri e Lipscani è un pullulare di pub, ristoranti e locali. Il sabato sera, nonostante fosse pieno inverno, abbiamo trovato un concerto allestito in una delle tante piazze del centro.

 

Ultima nota, relativa alla sicurezza: Bucarest è una città sicura al pari delle altri capitali, anzi la sera soprattutto nelle zone della movida abbiamo potuto osservare molta polizia come presidio. 

 

Passeggiando per le strade di Bucarest troverete tanti lavori di ristrutturazione  e tanti bei palazzi stanno tornando a splendere, a questi si affiancano vie buie e  palazzi fatiscenti, anche senza finestre, nei quali qualcuno vive. Come ho già scritto Bucarest deve essere osservata e vissuta con la consapevolezza di un passato cruento, ma con l’intento di riscatto e rinascita.

 

In conclusione, è comunque una destinazione originale per un weekend, adatto a viaggiatori curiosi e che non vogliono spendere molto! 

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