Portogallo: itinerario dei monasteri

A settembre abbiamo trascorso una settimana in Portogallo, in un ontheroad che da Porto ci ha portato a Lisbona passando per cittadine e borghi uno più bello dell’altro.

Le città principali portoghesi meritano sicuramente una sosta, ma se avete un po’ tempo a disposizione, un itinerario imperdibile che vi consiglio è quello dei monasteri che dominano l’area dell’Estremadura e del Ribatejo. In queste zone sorgono i  monasteri più importanti del Portogallo: Tomar, Batalha, Alcobaça,  e Fatima.

 

Tomar è la sede dell’antico regno dei Templari, Batalha e Alcobaça custodiscono i monasteri cistercensi più belli e maestosi del mondo, entrambi inseriti dall'UNESCO tra i patrimoni dell'umanità. Fatima, per i pellegrini cristiani, non ha bisogno di presentazioni essendo il luogo di culto più importante del Portogallo, anche se dal punto di vista storico offre meno spunti.

 

I monasteri non sono solo mete di pellegrinaggio, Tomar, Batalha, Alcobaça sono opere di grande valore artistico ed architettonico, in  cui si respira parte della storia portoghese, insomma, da non perdere. Questo è l’itinerario, con consigli e curiosità! 

Nell'ordine: Tomar, Fatima, Batalha, Alcobaça
Nell'ordine: Tomar, Fatima, Batalha, Alcobaça

L’Estremadura e il Ribatejo sono due aree centrali del Portogallo,che si estendono dall’Oceano Atlantico, al Rio Tejo e che ospitano 4 importanti e suggestivi monasteri.

Partendo da nord è possibile visitare i monasteri di Tomar, Fátima, Batalha e Alcobaça: noi li abbiamo fatti proprio in quest’ordine, scendendo da Coimbra per avvicinarci ai dintorni di Lisbona, e scegliendo come tappa per la notte prima Tomar e poi la cittadina di Obidos (per un totale di circa 120 Km giornalieri), aggiungendo anche una sosta a Nazarè, che offre una splendida veduta sull’oceano.

 

A Tomar, sorge il suggestivo Convento De Cristo, fatto costruire nel 1160 dal maestro dell’Ordine dei Templari Gualdim Pais e protetto da una cinta muraria conservata in perfette condizioni e che domina il paesaggio. Tutto a Tomar narra delle leggende dei templari, ed è molto gradevole anche una passeggiata per il centro storico del borgo, da cui svetta da imponente il Convento.

Un consiglio: arrivate al monastero la mattina presto, all’apertura, e potrete visitare il convento con calma e con pochi turisti. L’atmosfera è davvero particolare. All’ingresso prendete una cartina (costa 1€ e perdetevi tra le tante sale e i chiostri).

Nella visita non può mancare:

 - la Chiesa Rotonda (detta anche “Charola”), che si sviluppa in tutta la sua altezza ed è abbellita tutta intorno da statue e dipinti. La chiesa ha una forma poligonale a 16 lati e prende ispirazione dalla Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Si narra che questa particolare configurazione consentisse ai cavalieri di assistere alla messa restando in sella al loro cavallo

- la finestra manuelina (janela), un intrico di corde,  alghe, stemmi reali e sfere armillari che sembrano spuntare direttamente dalle mura del monastero

- I numerosi chiostri, ben conservati e arricchiti da fontane

- le particolari scale a chiocciola che salgono sulle terrazze

- l’ala che racchiude le celle che ospitavano i monaci.

 

Alla visita del monastero di Tomar abbiamo dedicato oltre 2 ore.

Dopo Tomar ci siamo spostati per visitare il Santuario di Fátima, anche se inizialmente non pensavamo di inserirlo nel tour e di dedicarci a qualcosa di più insolito. Fatima rappresenta il luogo di culto più importante del Portogallo, dove ogni anno giungono milioni di fedeli da ogni parte del mondo.

Anche se l’aria che si respira è di grande devozione, con pellegrini che hanno fatto voto di penitenza e che percorrono il grande perimetro in ginocchio, fra tutti i monasteri, dal punto di vista architettonico, è quello che mi ha colpito di meno.

Il Santuario di Fatima è infatti composto da una grande Basilica bianca con un ampio colonnato, che custodisce le tombe di tre pastorelli; la cappella delle Apparizioni, nel punto il cui si verificarono le apparizioni della Vergine Maria e la nuovissima Basilica della Santissima Trinità, dal lato opposto della Basilica, che è più simile ad un centro congressi.

In alto il monastero di Tomar, in basso dettagli di Fatima
In alto il monastero di Tomar, in basso dettagli di Fatima

A Batalha, invece, il maestoso Mosteiro de Santa Maria da Vitória è stato costruito praticamente nel centro del paese e lo si scorge solo accedendo nelle immediate vicinanze. E’ un imponente edificio in pietra calcarea color ocra, con un susseguirsi di pinnacoli, archi, finestre scolpite e sculture, che sembra brillare al sole.

Non perdete:

- il Claustro Real, dove ogni colonna ha una sua decorazione specifica  

- la Capela do Fundador, interamente bianca e realizzata in stile arabo

- la Sala Capitolare, sulla destra del chiostro, che ospita la tomba di due militi ignoti, costantemente presidiata da due militari (allo scoccare di ogni ora potrete assistere ad un piccolo cambio della guardia)

- la Cappella Incompiuta, così definita perché priva di tetto, che nelle giornate di sole è semplicemente meravigliosa.

 

L’ultima tappa è stata Alcobaça, dove è stato costruito il Monastero De Santa Maria.

Le linee della chiesa, costruita nel 1150 circa, sono più semplici rispetto a Bathala, ma ci sono altri dettagli che catturano l’attenzione: molto affascinanti sono i giochi di luce delle vetrate sui marmi delle colonne, alte oltre 100 metri, e le tombe reali, perfettamente conservate, ai due lati dei transetti. Le tombe raccontano la storia d’amore tragica e un po’ macabra di Dom Pedro (re Pietro I di Portogallo) e Dona Ines de Castro.

Ines de Castro era la dama di compagnia della moglie di Dom Pedro,  che fu assassinata dal padre di lui per impedire lo scandalo di una relazione extraconiugale. La leggenda narra che quando il Re rimase vedovo fece esumare il corpo dell’amata e con un macabro rito le si unì in matrimonio, proclamandola regina e costringendo poi i mandanti dell’assassinio a baciare la mano al cadavere della nuova sovrana.

Oltre alla chiesa merita una visita il complesso nel suo insieme. Non perdete le numerose sale dei monaci, dal refettorio al parlatorio, rivestite di azulejos e la visita all’immensa cucina, dove il camino raggiunge il soffitto e nel mezzo scorre un canale d’acqua, costruito affinchè il pesce arrivasse ancora vivo nelle mani dei cuochi.

Quando entrate nel refettorio cercate una piccola porta. E’ la porta che usavano i accedere monaci per accedere al refettorio. Chi ci riusciva ad accedere poteva cibarsi senza problemi, mentre chi era troppo grasso e non ci entrava  era costretto al digiuno.

Non lasciate il complesso senza aver fatto una passeggiata nel chiostro del silenzio

Informazioni pratiche:

Il percorso dei monasteri è fattibile in un giorno, con un mezzo proprio, mentre se utilizzate i mezzi pubblici potrebbe essere più complicato. Se possibile, fate il percorso in ordine inverso. Tomar e Bathala sono meravigliosi e vale la pena lasciarli in fondo, mentre Alcobaca e Fatima catturano meno l’attenzione dei visitatori. 

Per dormire suggerisco Obidos, un’autentica bomboniera e l'austera Tomar.

 

Qualche nota sui costi: il santuario di Fátima è ad ingresso libero, e non è particolarmente affollato se non nelle giornate del 12 e 13 del mese, ricorrenza della visione dei pastorelli.

Per i monasteri di Tomar, Bathala e Alcobaca c’è un biglietto a pagamento di 6 euro ciascuno, o un biglietto cumulativo di 15 Euro che vi permetterà di risparmiare 1 Euro su ogni singola entrata, e che potrete acquistare alla cassa del primo luogo che andrete a visitare. E’ anche possibile recarsi nei monasteri in giorni separati, in quanto il biglietto ha parecchi mesi di validità (in ogni monastero vengono apposti dei timbri per segnalare la visita).

Una nota importante per chi ha vuole risparmiare: la prima domenica del mese entro le 14 l’ingresso è gratuito in tutti i monasteri.

 

Insomma, questo è un itinerario che consiglio davvero a tutti, ed è comodo sia per chi arriva da Porto, che per chi arriva da Lisbona!

Il Portogallo stupisce con queste meraviglie architettoniche!. 

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