Visitare la Romania, poco turistica e molto intrigante

Abbiamo scoperto per la prima volta la Romania nel 2014, per sfruttare una promozione WizzAir, compagnia low cost ungherese che vola principalmente verso l’Est Europa. Eliminate le capitali più famose che avevamo già visitato (Budapest, Praga, Varsavia), le destinazioni possibili sono (anzi erano) praticamente sconosciute. Provate ad aprire il piano delle rotte Wizz Air e vi si aprirà un mondo ;)

Il tour in terra rumena ha toccato Arad, il Castel Corvino di Hunedoara, Sibiu, Turda, Timisoara e Alba Iulia. Bucarest, invece, l’abbiamo appena visitata: i voli da Bergamo con Ryanair sono comodissimi per un fine settimana pieno (andata il venerdì sera, alle 18.50 e ritorno la domenica sera 21.30), a prezzi mini.

 

In questo post vorrei dare qualche informazione generale a chi come noi, apprezza le mete insolite e low cost e non vuole affidarsi alle agenzie (che normalmente propongono la combinata Bucarest + Castello di Bran), per visitare le bellezze che la Romania può offrire. 

Trasporti:

Come ho detto, le compagnie aeree che volano a Bucarest sono molteplici, mentre Wizz Air e da poco anche Ryanair toccano anche altre città (tra tutte Timisoara, capitale europea della cultura 2021). L’unico lato negativo di Wizz Air è dato dal bagaglio compreso nel prezzo del biglietto, che è praticamente uno zainetto e non un trolley piccolo, che invece deve essere pagato a parte.

Per spostarci tra le diverse città, nel tour 2014 non abbiamo provato i trasporti pubblici ma abbiamo affittato un auto, direttamente online. Prezzi economici e disponibilità degli addetti del noleggio auto.

In generale, le strade principali sono a doppia corsie, altre sono statali ad una sola corsia, ma non abbiamo trovato grosso traffico. Tutte le strade che toccano le grandi città sono state asfaltate di recente, mentre nei paesi le strade sono più strette e non ben tenute. Il paradosso è che potrebbe capitare di trovare carretti trainati da cavalli, affiancati alle auto.

 

Taxi: i tassisti non hanno una buona fama (perché alcuni non espongono le tariffe e non fanno partire il tassametro e gonfiano i prezzi), anche se si sta cercando di arginare il fenomeno. In generale, se vi serve un taxi verificate che abbia esposti i prezzi oppure prenotatelo al telefono tramite l’hotel o all’arrivo in aeroporto. Potete scegliere da alcune macchinette automatiche la compagnia preferita con tariffe differenziate, e prenotarlo. Per farvi un’idea, il taxi meno costoso chiede 1,39 lei/km.

 

Trasporti pubblici: li abbiamo testati a Bucarest, sono economici e abbastanza efficienti.

Dall’aeroporto di Bucarest, con pochi spiccioli si raggiunge il centro della città con il bus express. Oltre ai bus, il cui biglietto costa 1,3 lei a tratta, c’è anche una linea di metropolitana che taglia la città da nord a sud, leggermente più cara (2,5 lei) ma abbastanza efficiente e non soggetta al traffico, che a Bucarest può essere snervante.

 

Costi:

La vita in Romania costa poco rispetto all’Italia. La moneta locale è il leu romeno, il cambio è circa 1€ - 4,5 lei. Per fare qualche confronto, si cena in un bel ristorante con circa 10 € a testa una camera doppia con bagno privato in un hotel  di media categoria costa 25-30 euro a notte. C’è molta differenza di prezzo tra Bucarest e le cittadine meno turistiche e anche (ma è abbastanza ovvio) tra scegliere un ristorante/bar rumeno o straniero. Un esempio? La prima colazione nella pasticcerie Tip Top, con cappuccino e uno strudel costa 3,5 lei. Da Paul, una catena francese, la stessa colazione (ma il croissant è stile francese) costa 15 lei.

Una piccola accortezza: i lei non sono né spendibili né cambiabili dopo il controllo passaporti, e anche il duty free in aeroporto accetta esclusivamente euro.

 

Lingua:

I romeni che abbiamo conosciuto sono stati gentili, i giovani parlano spesso inglese (e talvolta italiano). Negli hotel e  nei ristoranti troverete qualcuno che parla inglese, e nei luoghi maggiormente turistici i menù sono in diverse lingue.

Anche con chi non parla inglese non abbiamo avuto problemi di comunicazione (sono entrambe lingue neo latine, e quindi il suono delle parole è simile).  Un esempio: biglietto è bilet.

 

Sicurezza:

Sarà che ci sono tanti pregiudizi e ci aspettavamo città molto pericolose, in realtà non ci siamo mai sentiti insicuri. Inoltre a Bucarest la presenza di forze dell'ordine è costante, almeno nei luoghi del centro, nelle principali piazze, e nelle zone di ristoranti e locali.

Sono sufficienti le accortezze normali per girare in una grande città.

 

Cosa mangiare:

La cucina romena ha ricette principalmente di origine contadina, con ingredienti che si ritrovano in tanti paesi dell’europa dell’est. Assaggiate il mamaliga, polenta con granturco, normalmente servita con smantana, cioè panna acida (ve ne ho parlato nel post sulla cucina russa) oppure con sarmale (foglie di cavolo ripiene di carne speziata e di riso). A Sibiu abbiamo provato anche la carne di orso.

E poi ciorba (minestra) o supa (zuppa), preparate in tanti modi diversi, con legumi, con polpette, con fagioli e alcune sono servite direttamente in una pagnotta.

Tra i dolci, il più tipico si chiama papanasi, che è una ciambellina fritta, con marmellata e servita con panna e un spolverizzata di zucchero a velo. Buone anche le grappe (abbiamo assaggiato quella del famoso Caru cu Bere di Bucarest, di loro produzione).

In generale, dalle nostre esperienze in terra rumena, possiamo dire che la Romania ha tracce ancora visibili di un passato recente cruento e di impronta comunista.

Abbiamo visitato anche il principale esempio dell’ego del dittatore Ceaucescu, il Palazzo del Parlamento di Bucarest. Quella che era chiamata la Parigi dell’est (con tanto di Arco di trionfo) ha subito due terremoti e poi è stata un po’ offuscata da palazzoni di stampo comunista, che rovinano il paesaggio. Ma per le strade troverete tanti lavori di ristrutturazione, e tanti bei palazzi stanno tornando a splendere; a Bucarest ci sono viali puliti e con palazzi eleganti, affiancati a vie buie e  palazzi fatiscenti, nei quali qualcuno vive.

Ci sono tante chiese da visitare, la maggioranza sono ortodosse (qui informazioni utili per visitarle al meglio) e alcune sono piccoli capolavori.

 

Parere assolutamente personale, tra i due viaggi abbiamo preferito il tour; Bucarest si può definire in tanti modi ma non è decisamente una bella città anche se ha dei tratti affascinanti che si confondono purtroppo con il grigiore del periodo del regime e anche con tanti palazzi praticamente abbandonati; Sibiu, Timisoara e Alba Iulia, invece, sono cittadine molto piacevoli.

Tra l’altro segnalo che anche in Romania, seppur con una “tradizione giovane”, ci sono anche i mercatini di Natale, per chi è interessato a qualcosa di insolito.

 

In conclusione, la Romania è una destinazione originale, per un weekend ma non solo, adatta a viaggiatori curiosi e che non vogliono spendere molto!

 

Noi aspettiamo un’altra offerta low cost e qualche giorno di ferie per scoprire il resto della Romania, con un terzo viaggetto. Il Maramures  con le antiche chiese in legno, la Bucovina coi suoi monasteri affrescati patrimonio UNESCO sono posti ricchi di fascino, che ad oggi non abbiamo potuto vedere ma che meritano sicuramente una visita. 

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