Minorca: calette vergini e incontaminate

Come anticipato nel post della scorsa settimana, Minorca è un’isoletta in grado di soddisfare le esigenze praticamente di tutti i viaggiatori, dai più pigri ai più avventurosi, offrendo un mare cristallino sia comodo da raggiungere, con spiagge urbanizzate che calette nascoste più o meno difficili da raggiungere.

E non è solo mare, ma anche natura, e infatti è chiamata anche l’isola verde del Mediterraneo.

 

Oggi vi porto alla scoperta delle calette vergini, per chi vuole vivere il mare un po’ selvaggio. Io prima di partire mi ero chiesta se il mare fosse davvero turchese e limpido come nelle foto, senza l’aiuto di Photoshop e… posso confermare che non c’è trucco!

Le spiagge sono a grandi linee divisibili in due categorie: le spiagge del sud, con le calette che ricordano i Caraibi: acque turchesi e trasparenti, la sabbia chiara, i fondali bassi. A nord invece, il terreno è più roccioso, l’acqua è limpida e scende subito in profondità, e il colore della sabbia è più scuro, dall’ocra al rosso.

 

Le spiagge a sud sono più famose e maggiormente frequentate dal turismo di massa; il nord, invece, un po’ per la lontananza rispetto alle zone a maggior afflusso turistico, un po’ per  le camminate che sono più impegnative, sono meno frequentate, salvo qualche eccezione, ma sono molto affascinanti e permettono, soprattutto nei periodi di alta stagione, di gustare il vero relax.

Oltre alle informazioni generiche che spero vi siano utili per l’organizzazione e i consigli pratici per vivere al meglio il mare (cioè ombrellone, borsa termica, scarpe chiuse), di seguito l’elenco delle calette vergini che ho visitato con consigli utili per la visita!

 

Partiamo dal sud, dalle calette a sud più famose!

 

Cala Macarella: si trova tra un’insenatura protetta dagli scogli, con un mare cristallino da fotografia. C’è una sorta di bar/ristorante dove si può mangiare, ma (ovviamente) i prezzi sono alti. Unica pecca, oltre alla folla, il numero di barche che stazionano fronte spiaggia.

Essendo una delle calette più famose, già sulla circonvallazione di Ciutadella, troverete i cartelli elettronici che indicano se il parcheggio è completo. Noi l’abbiamo raggiunta a piedi da Cala Galdana (che è una spiaggia urbanizzata) con una camminata di 15 minuti tra la natura.

Oltre alla spiaggia c’è una pineta per ripararsi, da qui parte un piccolo sentiero per raggiungere,costeggiando il mare. Cala Macarelleta, che è ancora più spettacolare.    

 

Cala Mitjana: per trovare la caletta prendete la direzione di cala Galdana, qualche chilometro prima dell’arrivo  troverete un parcheggio con l’indicazione della caletta. In circa 10-15 minuti di cammino si raggiunge la spiaggia che è selvaggia: nessun servizio e nemmeno il bagnino, ma con all’ingresso bagni chimici e area pic-nic, in una piccola pineta. Il mare è davvero limpido, e la spiaggia di un bianco accecante, ci sono degli scogli che creano la caletta e un paesaggio splendido, e un’alta scogliera permette ai più temerari di fare tuffi. Peccato che il giorno in cui siamo stati noi non ci fosse letteralmente spazio per l’asciugamano (!). Abbiamo lasciato gli zaini su una roccia e siamo entrati in acqua e poi, ad orario di pranzo, alcune persone hanno liberato lo spazio e ci siamo potuti sdraiare. Durante la giornata passano un paio di venditori ambulanti con bibite e frutta fresca.

 

Altra nota dolente, la famosa cala en Turqueta, che come evoca il nome ha acque turchesi, purtroppo non posso dare indicazioni pratiche perché non siamo riuscita a vederla. Il parcheggio di 150 posti che permette di accedervi chiude prestissimo perché si riempie subito. Il parcheggiatore ci ha spiegato che già alle 8 del mattino, al loro arrivo, circa un terzo del parcheggio è già occupato. Abbiamo provato ad accedere al mattino, ad ora di pranzo e verso le 18 trovando sempre il cartello CLOSED e al terzo tentativo, abbiamo desistito. Per i più temerari ci sono diverse opzioni: arrivare alle 8 oppure raggiungerla a piedi dalle spiagge vicine (circa 6  chilometri da Cala Galdana e 3 da Macarella) percorrendo il Camì de Cavalls.

 

Spiaggia di Binigaus: Si trova nel’area turistica di Sant Tòmàs, dove è possibile parcheggiare. Percorrendo il Camì de Cavalls a piedi per 10 minuti-15 minuti, e superando Playa di St.Adeodat,  si arriva a questa spiaggia. La passeggiata è comoda e praticamente vista mare. Troverete sabbia bianca, acqua limpida e fondali bassi, ottima anche per i bambini. La cosa che colpisce di più è il contrasto: da un lato il mare azzurro e alle spalle il verde del bosco e i campi giallo oro. 

Passiamo alle spiagge del nord, un po’ diverse come conformazione ma altrettanto affascinanti. Essendo meno turistiche, le abbiamo trovate, tranne Cala Morell, meno affollate e più vivibili. E sono quelle che da consigliare a chi ama la tranquillità.

 

Le spiagge più vicine a Ciutadella a nord sono cala Morell e Playas de Algaiarens. A cala Morell c’è un bellissimo paesaggio ma manca quasi completamente di spiaggia. E’ suggestiva per qualche foto o per chi vuole fare tuffi e lunghi bagni e non ha necessità di spiaggia. Noi ci siamo fermati il tempo di una foto e di ammirare il panorama e abbiamo proseguito per la seconda spiaggia.

Playas de Algaiarens è  una spiaggia non attrezzata e offre solo l’assistenza bagnanti. Sulla strada, ci sono due parcheggi ben indicati, non fermatevi al primo che è il più lontano ma al secondo, dove ci sono anche i bagni; da lì una facile passeggiata di circa 10 minuti vi porterà in spiaggia. Troverete due calette vicine (es Bot e es Tancats) separate da uno scoglio e una più lontana, tutte con mare calmo e cristallino, sabbia rossa, scogliere alte e alle spalle monti ricoperti da pinete e sistemi dunari.

 

Di ritorno da Cala Morell, verso Ciutadella, fermatevi a vedere la necropoli di Cala Morell. Minorca oltre alle spiagge ha un patrimonio archeologico molto vasto e interessante!

 

Cala Pregonda è una delle più famose spiagge del nord. Prima di arrivare al parcheggio, che si raggiunge seguendo le indicazioni “spiagge del nord”, è necessario fare qualche chilometro di strada sterrata. Oltre al parcheggio ci sono un bar-ristorante e i bagni.  La passeggiata per raggiungere la spiaggia è di 20-30 minuti  lungo il Camì de Cavalls con la famosa terra rossa, passando per Platja de Binimel-là (carina, ma niente di eccezionale) e poi tra cespugli verdi e collinette. Il cammino è al sole, quindi non stupitevi di vedere persone con l’ombrellone aperto. La spiaggia è priva di ogni servizio, passa solo un venditore di frutta e bibite.

La baia è spettacolare: spiaggia con sabbia rossa, scogli che affiorano dalle acque basse e cristalline, ricche di pesci, rocce rosse a strapiombo sul mare. Noi l’abbiamo trovata anche poco affollata.

 

Platja de es Grau  è inserita nel contesto del Parco Naturale della Biosfera di Es Grau. Tra il parcheggio e la spiaggia si trovano i bagni, qualche bar e ristoranti. La grande baia è selvaggia,ma con sorveglianza bagnanti. E’ suddivisa in due parti da un piccola penisola, offre sabbia chiara e fondali molto bassi fino a lunga distanza dalla riva, (se avete bimbi è ottima)   Alle spalle della spiaggia inizia il sistema dunare della biosfera, ricco di vegetazione.

La zona è ideale per gli amanti degli sport acquatici, troverete anche una scuola di kayak  e tutte le attrezzature in affitto.

Di fronte alla piaggia si trova il paesino di Es Grau.

 

Nelle vicinanze del faro Favaritx, a nord di Mahon, si trovano le calette vergini di cala Presili e Platja d'en Tortuga. Abbiamo raggiunto cala Presili di sabato, reduci dal fine settimana precedente nelle calette affollate del sud, e abbiamo scoperto un piccolo paradiso. Dal parcheggio una camminata una camminata di circa 20 minuti, con un percorso poco riparato conduce alla prima spiaggia, Cala Presili. Si è rivelata intima, con una trentina di persone in totale. Il paesaggio è particolare e affascinante: la sabbia ha una colorazione più scura, e il mare è azzurro vicino alla riva e si scurisce allontanandosi. Sullo sfondo, Cap de Favaritx. Questa è la nostra spiaggia preferita!

Superata Cala Presili, se avete ancora fiato, si può proseguire la camminata e dopo circa un chilometro raggiungerete Platja d'en Tortuga. Altrettanto bella, ma con la spiaggia bianca.

 

Nel lato est dell’isola, vicina alla capitale Mahon, si trova una caletta tranquilla e quasi conosciuta ai turisti, Sa Mesquida. La strada per raggiungere la spiaggia è comoda, e  il parcheggio è nelle immediate vicinanze. C’è l’assistenza bagnanti e due furgoncini che vendono bevande, gelati e qualche panino. La spiaggia è incorniciata da una piccola montagna e da un’imponente torre di difesa (risalente al XVIII secolo).  L’abbiamo trovata quasi deserta ad agosto, in un giorno feriale, quindi anche questa è super consigliata!

 

Queste le calette vergini che abbiamo visitato, e sono solo una piccola parte di quelle che Minorca offre (circa 130). Ogni caletta ha la sua particolarità e ognuna merita una visita.

La bellezza di tutte le calette e della vostra giornata sarà data, oltre che dal meteo, e dal vento, dal numero dei bagnanti e,anche dalla presenza (o meglio dall’assenza) di barche attraccate..

 

Tenete conto infine che tutte le spiagge attrezzate (quelle più comode da raggiungere) hanno anche un tratto di spiaggia libera (spesso anche molto grande), quindi… scegliete voi.

Minorca è bella da qualunque angolazione!

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