Minorca in due settimane

Quando raccontavo del viaggio a Minorca di due settimane, qualcuno mi chiedeva: “ma cosa ci stai a fare tutto quel tempo? ” E invece 2 settimane non sono state abbastanza per fare tutto quello che avrei voluto!

Tutte le informazioni generali su Minorca, le avevo già raccolte qui; nel post di oggi, invece, vorrei descrivere “a caldo”, tutto quello che l’isola mi ha trasmesso, e soprattutto, dare un po’ di informazioni utili a chi sta pensando di scegliere Minorca come prossima meta (io la consiglio tantissimo, i mesi migliori sono giugno e settembre). Agosto è invece davvero affollata.

Leggetelo un po’ come: “Tutto quello che avrei voluto sapere prima di partire”.

Questi i numeri dei nostri 14 giorni in terra minorchina: quasi mille km percorsi in auto, non calcolati ma tanti (davvero tanti) km fatti anche a piedi, due hotel che ci hanno ospitato per 7 notti ciascuno nelle due città principali dell’isola (Ciutadella e Mahon), 24 tra spiagge e calette con mare cristallino in cui ci siamo tuffati, 3 fari (di cui uno ancora funzionante), 7 paesini in cui abbiamo gironzolato e 4 siti archeologici visitati.

Non ho contato (volutamente) i bicchieri di pomada, i piatti di pan tostado, jamon, croquestas e le ensaimada, che ci hanno accompagnato praticamente tutti i giorni. Si vive bene e con costi relativamente limitati (tranne nelle zone del porto, dove i ristoranti hanno prezzi più  alti).

 

Abbiamo girato l’isola in lungo e in largo, alternando giornate in cui abbiamo scarpinato per visitare le calette vergini del sud, dove il mare è cristallino e la sabbia è bianca, di un bianco che acceca e quelle del nord, che sono contraddistinte dalla sabbia rossa, ad altre in cui ci siamo riposati nelle spiagge attrezzate, decisamente più “comode”.

 

Confermo le indicazioni iniziali: Minorca è un’isola per tutti i gusti, ci sono località sul mare, con residence/hotel e spiagge urbanizzate, dove praticamente si mette un piede fuori casa e ci si ritrova direttamente in spiaggia, dotata di tutti i confort.

Minorca è famosa soprattutto per le sue calette vergini: bisogna lasciare la macchina in un parcheggio, incamminarsi in mezzo alla natura (alcune volte sotto il sole) e ci si ritrova in una spiaggetta senza nessun tipo di assistenza (al massimo un bagnino e qualcuno che passa a vendere frutta/bibite). Una meraviglia.

Il fatto che si tratti di calette vergini, purtroppo ad agosto non significa che siano tranquille. Noi abbiamo trovato le famose spiagge del sud particolarmente affollate, sia di persone che di barche (Cala Mitjana, Cala Macarella e Macarelleta) e addirittura non siamo riusciti a raggiungere Cala Turqueta, il parcheggio di 150 posti era pieno a qualsiasi ora del mattino e del pomeriggio.

Altrettanto belle ma meno famose le calette vergini del nord, come Cala Albingaus, Cala Pregonda e Cala Presili, che ci hanno stupito positivamente, e che sponsorizzo a chi ama la tranquillità.

Tenete conto che tutte le spiagge attrezzate (quelle più comode da raggiungere) hanno anche un tratto di spiaggia libera, quindi… scegliete voi.  Il mare è bello dappertutto, quindi è questione di gusti personali.

Nei prossimi post informazioni utili sulle spiagge attrezzate e sulle calette vergini, per aiutare nelle scelte.

 

Qualche consiglio pratico, soprattutto per visitare le calette vergini:

- Comprate un ombrellone (o chiedete in hotel), è necessario perché praticamente in nessuna spiaggia c’è ombra (ad eccezione di Cala Macarella, dove c’è anche una bella pineta) e potreste usarlo anche per proteggervi dal sole mentre raggiungete la caletta;

- Portatevi delle scarpe chiuse, per le camminate per raggiungere la spiaggia;

- Borsa/zaino termico non deve mancare, per il pranzo e per tenere in fresco le bevande; la sera noi lasciavamo i ghiaccini nel freezer dell’hotel, e la mattina li ritiravamo pronti per la giornata.

- Maschera, per fare snorkeling. Non c’è barriera corallina, ma ci sono tanti pesci anche vicino alla riva ed è comunque suggestivo.

 

Per vedere in poco tempo tante calette è possibile prenotare un tour in barca, ci sono delle compagnie al porto di Ciutadella. Avendo visto un pomeriggio l’arrivo di un “barcone”, stipato di turisti, in una caletta già parecchio affollata, ho desistito. Il bello delle calette vergini dovrebbe essere anche la tranquillità..

Forse nei periodi di bassa stagione si può utilizzare e approfittarne per ottimizzare il tempo, ad agosto personalmente lo sconsiglio.

 

Come muoversi: Se volete essere autonomi è necessario noleggiare un mezzo, auto o scooter.

Noi abbiamo scelto l’auto, e anche se è stata una voce di costo che ha inciso parecchio sul budget, lo rifarei.

Noleggiando uno  scooter, infatti, il risparmio è relativo, circa 5 euro al giorno.  E’ vero che l’isola non è enorme, ma  tra le due città principali ci sono comunque 60 km, le strade di notte non sono ben illuminate e la temperatura non è altissima (la sera un golfino è utile, soprattutto nelle serate ventilate).

Per ottimizzare i costi consiglio di prenotare direttamente dall'Italia, e il prima possibile rispetto alla partenza.

L’alternativa sono i mezzi pubblici. Il servizio è buono, sia per spostarsi tra le città che per raggiungere le spiagge (anche per le calette del sud)e il biglietto si fa direttamente sul bus. A me è sembrato abbastanza costoso (da Aeroporto a Mahon città, abbiamo speso 2.65 euro a persona, sola andata).

 

Dove soggiornare: abbiamo soggiornato 7 giorni a Ciutadella e 7 giorni a Mahon,  e ci siamo spostati in auto tutti i giorni, praticamente girando metà isola a settimana. Tra le due, la preferenza personale va a Ciutadella, che ha una bella zona pedonale, è piacevole da girare e offre tanti posti diversi in cui cenare o bere un drink, e dove ogni sera abbiamo trovato qualche evento.  Nella prenotazione della sistemazione tenete conto della disponibilità di parcheggio.  

Se dovessi scegliere una località direttamente sul mare, eviterei quelle super commerciali e quindi sceglierei tra Santo Tomas (a sud) e Arenal de Castell (a nord), chissà, magari in un prossimo viaggio...

Minorca però, non è solo mare: l’UNESCO infatti l’ha dichiarata riserva mondiale della biosfera, per il gran numero di diversi habitat presenti sull’isola che si possono ammirare con passeggiate (anche a cavallo, la “ruta equestre”è ben segnalata ed è possibile partecipare a tour organizzati), trekking ed escursioni.

Minorca è famosa anche per il numero di monumenti megalitici presenti sull’isola, che la rendono un vero e proprio museo all’aria aperta (con relativa candidatura UNESCO attualmente in corso). Ci sono esempi unici della cività talaiotica, cività preistorica che si è sviluppata tra il 1500 a.C e il 123 a.C.; è possibile osservare tre diverse tipologie di reperti: talayot, naveta e taula. Alcuni siti sono a pagamento, altri gratuiti e sono dislocati in tutta l’isola. Noi ne abbiamo visitati 4 scegliendoli in base al tempo a disposizione e alla distanza rispetto all’alloggio (seguite le indicazioni stradali in fucsia). Personalmente, consiglio almeno la Naveta de Tudons, e il Poblao Talayotico di Torre d’en Galmes. Maggiori informazioni direttamente sul sito ufficiale

 

Oltre alle camminate a cavallo, Minorca è un piccolo paradiso per fare il cicloturismo e per gli sport nautici.

 

Tanti sono i prodotti tipici che contraddistinguono l’isola: la pelle e la produzione di calzature (famose le minorchine),  formaggio e insaccati, gin e vino e prodotti di pasticceria, di cui fare incetta.

 

Infine, per immergersi un po’ nella vita minorchina, cercate di partecipare ad una festa paesana. Soprattutto nel periodo estivo praticamente ogni fine settimana se ne trova una. Noi abbiamo scelto la festa di San Lorenzo ad Alaior, dove si mischiano elementi religiosi con quelli civici (e ludici).

Dalla processione, alla parata dei cavalli minorchini che danzano a ritmo di musica tipica, ai balli tradizionali, ai fuochi artificiali.

 

Non posso che confermare le impressioni positive di quanti prima di me hanno visitato l’isola.  Minorca, “l’isola verde del Mediterraneo”, offre il giusto mix tra mare, natura e cultura. I tramonti poi, da qualsiasi angolazione, che sia uno dei fari o il porto o la spiaggia, sono molto suggestivi.

Tenete presente poi che è una meta relativamente low cost e vicina all’Italia.

Se poi riuscite ad organizzare non in agosto, meglio!

Scrivi commento

Commenti: 0