Atiu, piccola sconosciuta

Con questo post vorrei portarvi alla scoperta di un luogo davvero insolito e selvaggio, sconosciuta ai più, oggi un post con informazioni utili per scoprire Atiu!

Atiu è un’isoletta che fa parte delle isole Cook, noi abbiamo trascorso lì 3 giorni durante il viaggio di nozze quasi due anni fa ed è un luogo decisamente selvaggio.

 

Normalmente chi visita le isole Cook sceglie Rarotonga ed Aitutaki, noi volevamo aggiungerci qualcosa di insolito, di poco turistico e genuino e siamo approdati ad  Atiu.

L’isola è situata a nord est di Rarotonga, circa un’ora e mezza di volo ed è la terza per dimensioni delle Cook. E’ soprannominata “Enuamanu” che si traduce in isola degli uccelli: al suo interno è possibile ammirare molte specie di uccelli, tra cui una colonia di kopeka, piccoli uccelli simili a rondini di mare, che sono i protagonisti dell’isola e si possono incontrare con un’escursione ad hoc in quanto vivono in una grotta nella foresta.

 

E’ un'isola di origine vulcanica e la sua particolarità è data dalla presenza di un anello di corallo fossile esterno, simile alla pietra, che rende l’acqua vicino alla riva molto bassa e l’oceano si infrange potente sull’anello di corallo esterno.

Altra particolarità è che il villaggio non si è sviluppato lungo la costa come nella quasi totalità delle isole del sud Pacifico, bensì all'interno, sulla sommità della collina centrale, in posizione difensiva. Sviluppato è un termine relativo, ci sono meno di 400 abitanti!  

L’isola è ricca di vegetazione, di laghetti, di spiagge e angoli nascosti. Le spiagge poi sono deserte e l’acqua vicino alla riva è bassa.  Ecco, oltre che isola la definirei “giardino tropicale”.

 

Perché è selvaggia?

Oltre alla flora, e al ridotto numero di abitanti, è scarsa anche la presenza di turisti.

In questo caso “scarso” ha un’accezione positiva, almeno per chi la visita: contare il numero di stranieri sulle dita di una mano significa averla in pratica tutta per sé.

Quando ho scritto spiaggia deserta intendevo davvero deserta.

Per intenderci, il numero di stranieri è di circa 1000 all'anno, e per la popolazione locale siamo quasi un’attrazione. Tra l’altro noi li abbiamo trovati estremamente disponibili e gentili, quasi incuriositi.

 

Informazioni pratiche

Raggiungere l’isola di Atiu

Atiu è raggiungibile con voli in partenza da Rarotonga, gestiti da Air Rarotonga.  

 

Sistemazioni

In considerazione del numero di turisti che raggiungono quest’isoletta, non ci sono sistemazioni di lusso, ma un paio di sistemazioni possibili, che mi sento di consigliarvi. Ci potrebbe essere qualche casa privata, ma non l’ho verificata.

- Atiu Villas, gestita da Roger

- Atiu B&B, gestito da Marshall, che è anche la guida principale dell’isola.

 

Attività

Atiu si presta ad essere visitata in autonomia, non a piedi ma noleggiando un motorino e andando alla scoperta delle spiagge e dei punti panoramici migliori.

Ci sono inoltre alcune escursioni possibili, tra le tante vi segnalo:

- la visita alla Anatakitaki Kopeka Bird Caves, una caverna all'interno della quale vive il Kopeka; il Kopeka è l’unico uccello che riesce a muoversi nel buio solo con l’ausilio dell'eco presente all'interno della grotta;

- "Coffe Tour", ovvero la visita ad alcune piantagioni e la possibilità di provare una miscela di caffè 100% arabica senza alcun tipo di conservante;

- la possibilità di andare a pescare accompagnati dai locali.

 

Moneta

La moneta alle isole Cook è il Dollaro neozelandese (NZD), ci sono alcune tipologie di monete dei centesimi esclusivamente delle Cook che non sono spendibili al di fuori di tali isole.

Attenzione però, ad Atiu non ci sono ATM per prelevare moneta, solo un change in un supermercato che cambia esclusivamente dollari USA o australiani. Portatevi i contanti!

L’unico che dispone di un POS è Roger, quindi il soggiorno lì o eventuali cene le potete pagare tranquillamente con la carta.

Le strade, la chiesa, il Super Brown per gli hamburger.
Le strade, la chiesa, il Super Brown per gli hamburger.

Noi abbiamo trascorso ad Atiu 3 notti, alloggiando all’Atiu B&B.

Per i pasti abbiamo provato la cucina di Marshall, il ristorante dell’Atiu Villas previa prenotazione telefonica, oppure ci sono degli hamburger sulla strada principale (super brown, l’insegna del locale) – buoni ed economici, da provare.

 

Le nostre giornate sono trascorse a zonzo per l’isola con una cartina e un motorino, e tanto tempo in queste spiaggette deserte. Nelle strade, non asfaltate se non nella parte centrale della collina, girano tranquillamente caprette, galline, ecc.

Abbiamo scelto un’unica gita quella alla Grotta Anatakitaki organizzata direttamente da Marshall che ci ha occupato un intero pomeriggio ed è stata avventurosa ed interessante (il posto è unico al mondo), e abbiamo anche fatto il bagno nella caverna.

 

In poche parole: se cercate un posto in cui davvero stare da soli, in mezzo alla natura, Atiu fa per voi ed è sicuramente un’esperienza che mi sento di consigliare!

 

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Commenti: 3
  • #1

    Teresa (domenica, 19 giugno 2016 11:12)

    Uno dei miei (tanti) sogni nel cassetto... chissà se riuscirò a realizzarlo? :-)

  • #2

    Gi-ViaggioloGi (domenica, 19 giugno 2016 16:58)

    Ciao Teresa come ti capisco, però mai dire mai! Se può consolarti, anche la mia lista di "viaggi nel cassetto" è davvero lunga :)
    Noi l'abbiamo scoperta come ho scritto in viaggio di nozze, dopo 3 isole un pò selvagge in Polinesia Francese.
    Ps. ho guardato il vostro blog, e anche voi viaggiate parecchio!

  • #3

    write my essay (mercoledì, 01 novembre 2017 08:28)

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