Visitare una chiesa ortodossa: istruzioni per l’uso

Non so voi, ma viaggiando per l’est Europa e in Russia (ma anche visitando ad esempio Trieste e Istanbul), ho avuto la possibilità di visitare tante chiese Ortodosse.

 

Quali sono le chiese Ortodosse? Tra le Chiese esistenti viene chiamata Ortodossa la parte che si staccò dalla Chiesa cristiana cattolica nel 1054 (anno dello Scisma d’Oriente); ci sono quindi tante similitudini con la chiesa cattolica a cui l’occhio italiano è abituato, ma all'interno presentano delle differenze, e mi affascinano molto anche se i particolari non si apprezzano se non si ha qualche informazione di base sulla religione ortodossa. 

A sinistra: la Cattedrale di San Basilio (Mosca); a destra, dall'alto: Sergiev Posad (Russia), Alba Iulia (Romania), Trieste (Italia)
A sinistra: la Cattedrale di San Basilio (Mosca); a destra, dall'alto: Sergiev Posad (Russia), Alba Iulia (Romania), Trieste (Italia)

Con questo breve articolo non ho la presunzione di spiegarvi la religione (rispetto alla quale avrei bisogno di qualche lezione anch'io), ma semplicemente vorrei fornire indicazioni per renderci maggiormente consapevoli del luogo che stiamo visitando e comprendere meglio quello che vediamo.   

Partiamo dall'esterno: le chiese ortodosse sono sormontate sempre da cupole (più o meno bombate) e mai da guglie, su cui spesso svetta la croce ortodossa; la struttura non è a forma di croce con le classiche navate, ma la forma è quadrata.

 

Entrando nella chiesa, ci si accorge di alcune importanti differenze: non ci sono le panche e lo spazio verso il fondo è vuoto, al massimo troverete qualche sedia, posta in un angolo. Non ci sono affreschi alle pareti e nemmeno statue e l’altare non è visibile, ma è dietro ad una parete formata da icone: iconostasi di legno e d’oro, con alcune grandi porte.

 

Perché non ci sono le panche? Nella tradizione ortodossa, i fedeli stanno in piedi praticamente per tutta la funzione, le sedie sono a disposizione dei fedeli malati e quelli più anziani. 

In alto: interni della cattedrale di San Giorgio (Istanbul, Turchia); in basso, dettagli degli interni della Cattedrale di San Basilio (Mosca, Russia)
In alto: interni della cattedrale di San Giorgio (Istanbul, Turchia); in basso, dettagli degli interni della Cattedrale di San Basilio (Mosca, Russia)

Cos’è l’iconostasi? "Iconostasi" significa "piedistallo per le icone", ed è una parete più o meno senza interruzioni, nella quale in un ordine pre-stabilito vengono posizionate le icone, e che separa il santuario dalla parte centrale del tempio ortodosso. Il santuario (o presbiterio) è lo spazio più sacro dove si svolge la celebrazione, a cui hanno accesso solo i religiosi e non i fedeli; alla zona si accede passando per la porta centrale dell’iconostasi.  L’iconostasi poche volte raggiunge il soffitto, affinché la voce del prete possa essere ascoltata da tutti i fedeli durante il rito.

 

Nell'iconostasi si possono osservare tre porte. La porta centrale, normalmente con il doppio battente, è chiamata "porta santa/porta reale", quella da cui accedono i religiosi.

A destra e sinistra ci sono le porte diaconali, che hanno figure di angeli,

Solo alcune iconostasi hanno schemi fissi, in generale osservando le icone potrete notare:

- I patriarchi (cioè i padri antichi da Adamo fino a Mosè) che  rappresentano l'Antico Testamento

- Gli avvenimenti della storia evangelica, che hanno una sorta di obbligatorietà (Natività della Vergine Maria, La nascita di Cristo, il Battesimo, la Resurrezione)

- Le icone dei Santi (principalmente San Giovanni Battista e Maria) in posizione di preghiera intorno a Cristo

- Le icone del tempio, poste in alto, rappresentano il santo più venerato oppure al quale è dedicata la chiesa

- Alla sommità dell'iconostasi si trova l'immagine della Crocifissione, con ai lati la Vergine Maria e San Giovanni

- Sopra le porte sante si trova la raffigurazione de "L'ultima cena": il simbolo del sacramento dell'Eucarestia

L'iconostasi non è sempre esistita nella chiesa, nei primi secoli la zona del santuario era visibile a tutti i fedeli e la separazione era solo una grata. Ancora oggi la porta santa volte potrebbe essere ornata da una grata.

Suzdal, interni
Suzdal, interni

I gesti dei fedeli, che potrete notare all'interno

Quando gli ortodossi entrano nel tempio, fanno un giro attorno, baciano le icone, accendono le candele e pregano.

Il bacio è un gesto molto usato: i fedeli baciano  le icone (idealmente, Gesù sui piedi e gli altri santi sulle mani).

Il segno della croce è ripetuto tantissime volte, con pollice e prime due dita unite assieme, le altre due dita premute sul palmo. I fedeli fanno il segno di croce all'ingresso (per tre volte) e tutte le volte che la Trinità viene menzionata, sia durante la celebrazione che nella preghiera personale.

 

Ovviamente ho generalizzato per provare a descrivere un modello “classico” di chiesa ortodossa, un altro aspetto da considerare per eventuali differenze in termini stilistici è la varietà di chiese ortodosse: potremo visitare chiese greche, romene, bulgare, carpato-russe, ecc.  a seconda della zona del vostro viaggio. Non si tratta di una divisione, bensì di una sorta di "giurisdizione" della parrocchia, e identifica i vescovi che hanno autorità su di essa.

Non ci sono differenze nelle funzioni, ma sono la derivazione storica dei fedeli che le hanno fondate; alcune parrocchie ad esempio, con un’alta percentuale di convertiti, avranno funzioni esclusivamente nelle lingue occidentali locali.

 

Trattandosi di un luogo di culto l'abbigliamento deve essere adeguato e le donne devono avere il capo coperto, all'ingresso ci sono sempre dei volontari che forniscono pashima e simili.

 

Infine, ma non meno importante, spesso all'ingresso si trovano piccole brochure gratuite che descrivono gli elementi di maggior rilievo del tempio ortodosso stesso.

 

Spero che questo articolo vi sia utile per tutte le prossime visite in una chiesa ortodossa.

Buon viaggio!

Scrivi commento

Commenti: 0