Pamukkale e Hierapolis

Oggi vi porto a scoprire un luogo decisamente insolito situato nella Turchia sud-occidentale, nella provincia di Denizli. 

E’ una rara meraviglia della natura, quasi unica nel suo genere; oggi provo a darvi un po’ di informazioni utili per visitare le sorgenti termali di Pamukkale.

 

Pamukkale, tradotto dal turco significa "Castello di cotone": sono rocce bianche di calcare e di travertino che formano piscine e rigide  cascate bianche simili a ghiacciai. Vedere per credere.

Sulla sommità del castello di cotone è stata costruita la città greco-romana di Hierapolis, e le sorgenti calde erano perfette come terme della città. I due siti sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1988. Il primo colpo d’occhio è un paesaggio che sembra avere davvero poco di terrestre.

Noi lo abbiamo visitato in una giornata di fine dicembre (tranquilli, trattandosi di sorgenti termali l’acqua è comunque calda), e poi il clima è continentale, quindi non c’è quasi mai freddo intenso.

 

Pamukkale

Come ho già detto, il “castello di cotone” deve il suo nome alle formazioni di calcare, che hanno trasformato questo luogo in un fenomeno naturale.

L'acqua contiene grandi quantità di idrogeno e di carbonato di calcio, che si fondono per formare bi-carbonato di calcio. Si depositano così spessi strati di calcare bianco e travertino che sembrano cadere lungo i pendii montani, facendoli assomigliare ad un cascata congelata. Le rocce, alte fino a duecento metri, sono davvero imponenti: lunghe circa 2.700 metri e alte 160 metri, posso essere scorte ed ammirate da una grande distanza.


Inutile dire che è un posto che offre molti spunti per gli appassionati di fotografia, ma non solo: immaginate il contrasto dei colori chiari dei depositi calcarei e di gesso con il turchese delle acque che formano bacini sovrapposti a più livelli (le foto rendono l'idea).

Hierapolis, alla sommità di Pamukkale
Hierapolis, alla sommità di Pamukkale

Hierapolis

Una volta salita la montagna di cotone si raggiunge Hierapolis, qui sono conservate le antiche terme, il grande teatro, molti templi e altri monumenti, in particolare il Martirio dell’apostolo Filippo e una nutrita necropoli, la maggiore dell’Anatolia.


Le leggende che ruotano intorno all'antica Hierapolis sono diverse: una leggenda narra che le acque donavano bellezza alle donne che vi si gettano all'interno, un'altra al contrario racconta dei vapori irrespirabili sprigionati dalle sorgenti che richiamavano l’ingresso negli inferi.

E’ possibile visitare anche in museo archeologico e l’antica piscina, con un biglietto a parte.

 

Regole di accesso:

Da quando Pamukkale e le rovine della cittadina di Hierapolis sono parte di un parco protetto, per preservarne bellezza e autenticità sono state imposte alcune regole di ingresso (oltre ad un biglietto a pagamento).  Per evitare di danneggiare i depositi di travertino è vietato utilizzare calzature quando si fa il bagno nelle vasche naturali e per salire verso Hierapolis.

Un tempo l’ingresso era libero, da qualche anno l’ingresso è a pagamento, l'ingresso ad entrambi i siti a dicembre 2014 costava 40 TL (ma il prezzo sale di anno in anno). L’orario di apertura è dalle 08:30 alle 19:30.

 

Come raggiungere il sito:

L'aeroporto più vicino è Denizli (Cardak) situato a 65 km da Pamukkale. I voli interni sono numerosi, sia con la compagnia di bandiera Turkish Airlines che con compagnie low cost (noi abbiamo scelto Pegasus Airlines per volare da Denizli a Istanbul).

E’ possibile anche raggiungere Denizli in treno: Ci sono treni per/da Izmir, Ankara e la più lontana Istanbul.

La terza alternativa è l’utilizzo della rete di autobus turchi fino a Denizli. I tempi di percorrenza sono; 12 ore per Istanbul, 7 ore per Ankara, 3 ore per Selcuk e 4 per Izmir. 

Dalla stazione (Otogar) di Denizli, è necessario prendere il locale dolmus (un minibus, che è una sorta di taxi collettivo) fino a Pamukkale. 

Consigli Viaggiologi:

Per visitare il sito con la giusta calma ci vuole una mezza giornata abbondante. Consiglio di dormire una notte a Pamukkale, per rimanere fino a tardi nel sito oppure per entrare molto presto.

Noi abbiamo scelto la seconda opzione: siamo arrivati la sera (peccato esserci persi il tramonto), abbiamo cenato e dormito con vista montagna di cotone, per poi accedere al sito al mattino presto (entro le 10.00). Questo permette di non trovare i pullman di turisti dei viaggi organizzati e delle crociere, e quindi si può salire con calma, facendo tante foto in tranquillità, senza troppe persone.

Arrivati in cima si visita il sito archeologico di Hierapolis, che è ben conservato e poi si scende sempre attraverso la montagna di cotone.

Il periodo ideale forse è la primavera-estate, il mese di agosto è il periodo in cui il sito viene preso d’assalto, nel caso preparatevi alla ressa. Noi siamo stati a fine dicembre, e comunque abbiamo trovato tanti turisti .

Considerato che per accedere alle terrazze dovrete togliere le scarpe, portatevi delle calze di ricambio e tenetele su, alcune vasche potrebbero avere dei bordi un po’ appuntiti (ma comunque non taglienti). 

Luoghi simili a Pamukkale nel mondo:

Se non progettate un viaggio in Turchia, vi lascio altri luoghi che permettono di vedere uno spettacolo simile: la Minerva Terrace di Mammoth Springs a Yellowstone (USA), il sito di Huanglong in Cina, Egerszalók in Ungheria e la nostrana “Balena Bianca” in località Bagni San Filippo a Castiglione d’Orcia (Siena).


E voi? Avete mai visto qualcosa del genere?

O uno degli altri siti simili a Pamukkale?


A noi Pamukkale (ma non solo) è piaciuta molto, i turchi sono gentili ed ospitali e il sito merita davvero una visita.  

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