Gastronomia coreana

La cucina coreana ancora poco conosciuta in Italia, è decisamente varia e ricorda un po’ quella giapponese e cinese , ma è tendente al piccante.

In generale, la caratteristica principale del pasto coreano è la convivialità: spesso vi troverete a dover scegliere un solo piatto (una sola tipologia), da dividere con gli altri. E tutte le portate sono accompagnate da una zuppa per ciascun commensale e tanti banchan (ovvero ciotole da condividere e che fungono da accompagnamento alla portata ordinata).

Le bacchette sono di metallo, ci sono cucchiai per le zuppe.

Cosa mangiare:

Il Kimchi è il piatto nazionale, è  cavolo fermentato per giorni con spezie varie e verdure, di cui si possono assaggiare tantissime variazioni. E’ considerato quasi un monumento nazionale, di cui i coreani vanno fieri anche per merito delle sue caratteristiche salutari, ricco di vitamine e di antiossidanti. (andate a visitare il padiglione EXPO della Corea del Sud a Milano e ve ne accorgerete!)  

I banchan, ciotole da condividere, che accompagnano il piatto principale; possono contenere kimchi, radici marinate, verdure cotte, aglio e salse (normalmente piccanti).

 

Bibimpap: riso bianco al vapore, un mix di verdure e carne conditi con pasta di peperoncino piccante servito in ciotole di ghisa.

 

Bulgolgi: sottili straccetti di manzo pre-marinati in salsa di soia e poi grigliati in padella.

 

Pajeon: una sorta di pancake salato con cipollotto, verdure varie e gamberi.

 

Teok (in coreano è pronunciato dduck, thuck): sono gnocchi di riso dolce cotti al vapore, e insaporiti nei piatti (che come ho detto sono spesso piccanti).

 

Kimbap/Gimbap: rotolini di riso condito al vapore con verdure e carne (o pesce) avvolti in un foglio di alga. Provateli al tonno che sono davvero buonissimi. Sono utilizzati soprattutto per le gite e i picnic, per la loro comodità.

 

Dak Galbi: è un popolare piatto in cui in una padella vengono fatti friggere insieme, dadini di pollo in una salsa gochujang (pasta di peperoncino), cavolo affettato, patate dolci, verdure varie (scalogno, cipolla) e riso/noodle.  (noi abbiamo scelto i noodle, nella foto)

 

Troverete diverse tipologie di noodle: paste di soia, grano saraceno, abbinate sia alle verdure che ad alghe e a carne bollita. Normalmente sono in forma di zuppa.

Preparazione dak Galbi
Preparazione dak Galbi

Pesce: il ristoranti di pesce sono concentrate soprattutto in alcune zone, tra cui i mercato del pesce (a Busan, per ogni bancarella c’è un piccolo ristorante annesso, che cucina il pesce). I coreani mangiano il polipo vivo (o meglio appena morto. Lo portano al tavolo a pezzettini,con i tantacoli che ancora si muovono).

 

Un capitolino a parte merita il Korean barbecue (simile per alcuni versi al giapponese yakiniku). 

Ci sono ristoranti specializzati che lo servono, li riconoscerete subito poiché ogni tavolo è provvisto di una propria piastra di cottura con cappa aspiratrice. Le tipologie di barbecue sono due, uno con carne già tagliata a listarelle, che ogni commensale si cucina in autonomia; Il secondo tipo di barbecue prevede invece che il cameriere porti il pezzo di carne intero, lo tagli con le forbici e lo cucini a pezzettini per gli ospiti, adagiandolo sopra a cipolle e funghi. La carne così cotta va mangiata arrotolata in una foglia di verdure e qualche banchan a scelta. 

Solitamente i coreani accompagnano il barbecue con il soju, un liquore tradizionale coreano, che è considerato la bevanda nazionale.

Tradizionalmente si ottiene da riso, orzo o frumento, con una gradazione alcolica che varia da 15 a 45 gradi. 

 

Dove mangiare?

Presso i ristoranti, il servizio è celere e gentile, e capendo che siete stranieri, si avvicinerà il cameriere che parla inglese. Nel prezzo delle pietanze è sempre compresa l’acqua filtrata gratis e i banchan.

Tenete presente che spesso i ristoranti tipici coreani sono “monotematici”, ovvero servono una tipologia specifica di piatti: solo barbecue, con tipologie di carne differenti, solo  pollo (impanato, fritto, alette, cosce, pollo con patatine), solo noodle (ma servite con tanti tipi diversi di condimenti), galbi (sia di pollo che di manzo, cucinato con riso oppure noodle).

 

L’alternativa,decisamente golosa ed economica, è lo street food. Il cibo da strada è buono e sicuro (quello che abbiamo assaggiato noi), ed è un'esperienza da provare, sia per i dolci  e per la frutta già tagliata, che per una sosta veloce. Le bancarelle servono davvero qualunque cosa: vi segnalo gli Hoddok, panetti fritti con semi di girasole, i dumplings, i pesci in pastella, il Sundae: tradizionale salsiccia coreana. 

Solo in Corea del Sud ho visto cafè “a tema”, che offrono il plus degli animali (cat cafè e dog cafè) e sono molto famosi tra i coreani! Non li ho testati personalmente, ma se avete voglia di fare una pausa diversa, vi lascio l’idea. 

Quello che posso consigliarvi è di essere curiosi e di assaggiare tutto ciò che vi ispira! Se proprio la cucina coreana non fa per voi, ristoranti stranieri, catene di fast food e caffè sono numerosissimi. Unica pecca, il costo, i piatti coreani sono davvero economici, e sono più convenienti dei fast food. Anche l’alcol è abbastanza caro, ad eccezione della birra  locale e del soju.

 

Infine, come ho già accennato all’inizio, se vi capita di passare all’Expo, vi consiglio una visita al Padiglione della Corea del Sud, dove utilizzando la robotica, è proposto  il tema “Nutrire il pianeta” in tre diverse “parole chiave”: Equilibrio, Fermentazione e Conservazione.

Non spiego altro altrimenti vi tolgo la sorpresa!

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